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nelle sale
L'avvocatessa single e il fantasma spacca-ossa
di Alessandro Tovani
Calista Flockhart, ovvero Ally McBeal, è la protagonista di questo improbabile thriller di Jaume Balaguerò
Fa un certo effetto vedere l'avvocatessa single e sexy Ally McBeal sul grande schermo. Calista Flockhart è la protagonista di Fragile film di Jaume Balaguerò, spagnolo, classe 1968, fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.
In Fragile la Flockhart è una nevrotica infermiera angosciata da un errore commesso anni prima che costò la vita ad un bambino. Ed è brava la Flockhart, anche se siamo già abituati ad ammirarla nelle sue crisi di nervi o nelle sue guanciotte impaurite.
Ma qui non si tratta di una vita da single incompresa ma dallo spirito (molto concreto) di una ragazza meccanica che fracassa arti ai degenti ed uccide chiunque gli stia antipatico.
Non siamo abituati a vedere film di genere alla Mostra del Cinema. Per questo non stiamo molto attenti in sala se i punti di climax sono ben distribuiti, se la musica entra nel momento giusto, se la trama rende credibile le fantasie che passano sullo schermo.
Alla Mostra del Cinema siamo piuttosto indaffarati a cercare dettagli di oggetti particolari, intrecci di trama su un secondo livello, il ruolo dei personaggi e i movimenti di macchina, la fotografia... alla disperata ricerca che dietro il genere si nasconda un messaggio, che dietro la ragazza meccanica si celi l'inconscio di un qualche personaggio.
Non è solo intellettualismo. E' che senza tutto questo resta solo, appunto, il "genere". E resta un film buono per i dvd della domenica sera, quando non si esce perchè domani si lavora e si invita qualche amico a casa per una pizza e un film, nelle cui pause ci si racconta come va la vita.
Però la ricerca è stata vana: oltre il "genere" Fragile non va. Le ansie dell'infermiera Flockhart servono solo a giudicare il suo attaccamento ai ragazzi; l'incredulità del dottore e l'ostracismo della direttrice sono funzionali solo ad abbandonarla nella tragedia. Nulla.
Chi vi scrive non è poi un esperto del "genere" horror. Certo che le musiche tipiche che ti entrano nel timpano quando la ragazza meccanica uccide, o le porte che cigolano, o le luci che si spengono... sembrano tutti espedienti un po' datati per incitare il cuore dello spettatore ad aumentare i battiti.
Vi risparmiamo poi il finale, dove all'horror subentra il melodramma, melenso e talmente stucchevole che crediamo anche i fan del genere giudicheranno assai male.
In sintesi, anche per la domenica sera, forse vale la pena riscoprire qualche classico dell'horror, semprechè non diverta vedere la spaurita avvocatessa single Ally McBeal impegnata a rimuovere fantasmi assassini da un ospedale per bambini.
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