10 set 2005

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Perhaps love
(t.o. Ruguo ai) di Peter Ho-sun Chan, con Jacky Cheung, Takeshi Kaneshiro e Jin-hee Ji
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Speciale Venezia. Fuori concorso
Coreografie di vita passata
di Alessandro Tovani

Chiude la mostra del cinema con “Perhaps love” di Peter Chan. Riuscito mischiume di balletti, musiche e tracce di un passato che non si può cancellare

Ci sono i film “da mostra del cinema”. Sono pellicole che molto difficilmente gireranno per le sale italiane pur dimostrandosi interessanti e ben fatte, come Perhaps love di Peter Chan. Sono film, questi, di cui è difficile scrivere perché il lettore difficilmente potrà verificare di persona i concetti qui espressi, sempre che il regista di turno non diventi famoso e si corra poi a riscoprire i suoi lavori giovanili.
Chissà se sarà questo il caso di Peter Chan che ha già all’attivo una decina di lungometraggi ed è già un affermato produttore (da ultimo Three… extremes diretto da tre mostri sacri esponenti di tre fondamentali cinematografie del far east: Fruit Chan, Takashi Miike e Chan-wook Park).
Ma in ogni caso Perhaps love ci offre molti spunti di cui parlare, crediamo di interesse anche a chi il film non lo vedrà mai.

Il film inizia con un personaggio sorridente che appare a bordo un autobus che emana una irreale luce blu e attraversa nottetempo gli studios cinematografici di Shanghai. Il tipo ci informa che nel film della vita di ciascuno di noi spesso trovano piccole parti anche altre persone. E nel film della nostra vita, spesso capita di sbagliare scena o di sbagliare montaggio. Ecco che il pacioccone cinese in bombetta ci dice qual è il suo lavoro: restituire il materiale scartato, rieditare il film, ricostruire il passato.
Nel finale del film, lo stesso personaggio sale sul pullman che lo ha introdotto e se ne riparte, gongolante per un’altra giornata di lavoro andata a buon fine.
Cosa succede nel mezzo? Di tutto.

I tre protagonisti sono regista, attore e attrice impegnati nella realizzazione di un musical dedicato alla riscoperta del passato ed ambientato in un circo. Una buona parte del film si svolge tra balletti e canti alla Moulin Rouge con movimenti di macchina perfetti, montaggio da oscar e coreografie ben studiate. Inoltre i personaggi cantano in cinese e questo, agli orecchi di noi occidentali, incrementa non di poco il fascino.
Il regista, l’attore e l’attrice non condividono solo la vita del set. Il loro passato (che l’attrice vuole a tutti i costi rinnegare) riemerge prepotentemente e la gioventù dei due attori, l’intromissione del regista, la fame e la fatica per emergere, l’amore (forse)… sono elementi di un altro film. Se siano flashbacks o scene girate negli studios di Shanghai è difficile da decifrare. Peter Chan gioca con lo spettatore e lancia più di una falsa esca.
Ecco quindi che si passa da una scena innevata a Pechino, lo stesso personaggio giovane e adulto nel giro di due tagli di montaggio, la stessa canzone del musical nel balletto e nei flashback senza soluzione di continuità. I personaggi girano da ogni parte dello schermo e così la macchina da presa, in un vortice avvolgente e, sinceramente, ben fatto.

Perhaps love è la storia di personaggi intrappolati nella loro realtà: it’s a big world out of there dirà ripetutamente l’attrice che sogna Hollywood. E’ la storia di personaggi accecati dall’odio (“ma l’amore non è servito / l’odio non è servito / voglio che tu pianga / e mi chieda di ricominciare / e io ti dirò di no”). E’ la storia di personaggi intrappolati nel passato (“l’amore passa / ma nei ricordi resta sempre / e resta anche il dolore e la sofferenza / perché?”).
Perhaps love è un film commovente e entusiasmante, dove gli sguardi degli attori, la musica e gli elementi prettamente cinematografici (montaggio e fotografia su tutti) sono più importanti dei dettagli della storia.
Forse Perhaps love è un film confuso e incompiuto, grande accozzaglia di scene editate da un montatore fatto di coca. Ma a noi piace pensare che Perhaps love sia più semplicemente un film musicale che avvolge e chiede allo spettatore di fidarsi. Come il numero dei trapezisti del circo che si buttano nel vuoto certi che il compagno li prenderà per mano. E la fiducia è ripagata con entusiasmanti evoluzioni nel vuoto a ritmo di musica, fino all’atterraggio finale. Quando il film della nostra vita passa alla scena successiva con un sorriso a fare da congiunzione.

Una piccola esperienza di questo film, può regalarla il sito internet ufficiale (www.perhapslovemovie.com). Al momento in cui scriviamo è solo in cinese ma promettono una versione inglese e la possibilità di scaricare musica. E credeteci, almeno le canzoni valgono la pena.

 

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