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SAW II Regia: Darren Lynn Bousman
Sceneggiatura: Darren Lynn Bousman, Leigh Whannell
Cast: Donnie Wahlberg, Shawnee Smith, Tobin Bell, Franky G, Glenn Plummer, Dina Meyer, Emmanuelle Vaugier, Beverley Mitchell, Erik Knudsen
Fotografia: David A. Armstrong
Montaggio: Kevin Greutert
Scenografia: David Hackl
Costumi: Alex Kavanagh
Musica: Charlie Clouser
Suono: Rick Penn
Produttori: Mark Burg, Oren Koules, Gregg Hoffman
Produzione: Twisted Pictures
Distribuzione: 01 Distribution
Stati Uniti, 2005 - 100', colore
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Festivals
Gli enigmi non pungono
di Davide Verazzani
dal nostro inviato in diretta dal Courmayeur Noir Festival 2005
Jigsaw, il geniale e psicotico “enigmista” che terrorizza le sue vittime con giochi di sopraffina crudeltà, è tornato. Sfuggito alla cattura nel primo episodio, si fa invece arrestare con relativa facilità all’inizio del secondo, dopo un ennesimo agghiacciante omicidio. Ma è solo il principio di un incubo, in cui sarà coinvolto anche il detective Eric Mathews, che lo ha catturato, ed altre otto persone rinchiuse in una casa fatiscente senza un apparente motivo, in lotta fra loro per fuggire verso la libertà. E alla fine, c’è sempre una sorpresa che rimescola le carte in tavola…
E’ decisamente obbligatorio non rivelare granchè sulla trama di questo secondo episodio della saga di “Saw” (se non il fatto che sarà molto probabile un terzo episodio, visto il finale tutto sommato aperto…), data la natura della vicenda: gli interessati potranno soddisfare la propria curiosità verso la fine di gennaio, data della prevista uscita sul mercato italiano, dopo gli incassi notevoli ottenuti negli Stati Uniti. Vi è da dire che, peraltro, come spesso accade in questi casi, la forza del primo episodio si perde in questo pasticcio splatter che si risolleva in parte nel finale (anche se la sorpresa forzata non è più tale, quando tutti se la aspettano) ma che sconta debiti pesanti sia al geniale “The cube” (ed un paio di raccapriccianti morti sembrano addirittura un plagio della pellicola canadese), sia a certe atmosfere carpenteriane, senza peraltro aggiungere alcunché ai modelli citati. Quello che in “Saw” era interessante, ovvero la necessità di prendere una decisione, sapendo che ogni scelta è un bivio fra diverse possibilità di cui non conosciamo gli esiti, e l’importanza dell’interazione fra gli individui, con un sottofondo di fiducia reciproca, per raggiungere i propri scopi (oltre, naturalmente, ad un notevolissimo grado di suspence), in questo caso è sostituito da effettacci di bassa macelleria, una massiccia dose di violenza, e qualche trucco digitale che sostituisce l’assente regia dell’impacciato ed esordiente Bousman.
Come al solito, attori appena sufficienti, con una menzione speciale per Glenn Plummer, diabolico nella parte di Jigsaw.
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