11 dic 2005

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La cura del Gorilla

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La cura del gorilla
di Davide Verazzani

Torna sugli schermi Claudio Bisio nel film tratto dal romanzo di Danzieri

Nella cornice innevata, ed anche un po’ sonnacchiosa, del Noir in Fest di Courmayeur, avevamo visto in anteprima “La cura del gorilla”.
Tratto dal secondo dei quattro romanzi che Sandrone Dazieri (ex leoncavallino antagonista, ex buttafuori ed ora responsabile editoriale della linea Strade Blu di Mondadori) ha dedicato alla figura del “Gorilla”, alter ego dello stesso autore, il film ha il suo fulcro d’interesse principalmente nell’atteso ritorno sugli schermi di Claudio Bisio, dopo i trionfi televisivi di Zelig. L’attore milanese, infatti, manca dalle scene dal 1999 (il film, acclamato dalla critica ma di scarso appeal presso il pubblico, era “Asini”), anche se, curiosamente, il suo successo in tv e, prima ancora, a teatro, non ha mai trovato un contraltare al cinema, tanto che, della “banda” capitanata da Gabriele Salvatores, Bisio è stato decisamente quello con minor successo sul grande schermo.
Il film è un vero thriller che gioca molto su una delle figure tipiche del panorama noir, ovvero il concetto di “doppio”. Il protagonista, bodyguard di un attore americano in pensione, ha un terribile sdoppiamento della personalità, che non gli permette praticamente di chiudere occhio. Tra ambienti sordidi e fidanzate gelose, il film segna la continuazione dell’impegno della Colorado Film nel genere noir, dopo l’esordio con “Quo vadis baby?”, ultimo ed irrisolto film di Salvatores.
La nascita del progetto cinematografico relativo a “La cura del gorilla” è stata spiegata dallo stesso Maurizio Totti, patron della Colorado, come del tutto casuale, e simile agli intrecci di un vero e proprio giallo all’italiana: fu infatti Bisio stesso a consigliare a Totti la lettura del romanzo di Dazieri (di cui entrambi erano all’oscuro: il deus ex machina sembra infatti essere il libraio di fiducia dello stesso Bisio!), che successivamente ricevette un’offerta di co-produzione dalla Warner International, attraverso uno speciale dipartimento che si occupa di progetti speciali.
La scelta di Carlo Sigon, regista esordiente ma di grande professionalità acquisita prima attraverso la produzione di pluripremiati cortometraggi, poi operando nel mondo della pubblicità, deriva anch’essa da un progetto produttivo che ha sempre privilegiato la conoscenza e l’amicizia: Sigon è amico di vecchia data di Bisio, e poteva svolgere il suo ruolo senza i patemi che un grosso impegno produttivo avrebbe portato ad un esoridente.
Da segnalare la presenza, massiccia ma anche sorprendente, dell’88enne Ernest Borgnine, un vero mito vivente del cinema, nella parte del vecchio divo di Hollywood cui Bisio fa da bodyguard. I partecipanti all’incontro hanno tutti sottolineato l’umiltà, la forza d’animo e la curiosità di Borgnine, che ha recitato con l’energia di un ragazzino e ha divertito la troupe con aneddoti e gossip hollywoodiani.

 

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